Guida in stato di ebbrezza alcolica: il veicolo in leasing non può essere confiscato

"Non è confiscabile la vettura condotta in stato di ebbrezza dall'autore del reato, utilizzatore del veicolo in relazione a contratto di leasing, nel caso in cui il concedente, proprietario del mezzo stesso, sia estraneo al reato." È questo è il principio

di diritto espresso dalla Suprema Corte chiamata ad intervenire a Sezioni Unite su un caso di sequestro di un veicolo a seguito di contestazione al conducente (non intestatario dell'autovettura) del reato contravvenzionale di guida in stato di ebbrezza di cui all'art. 186, 2° comma, lett. c), Codice della Strada.

 

Preliminarmente alla trattazione del punto focale dell'argomento che qui interessa, giova ricordare, per completezza espositiva, il regime sanzionatorio predisposto dal Legislatore attraverso l'art. 186 Codice della Strada nella versione novellata dalla Legge n. 120/2010.

Inalterate, per quel che concerne le soglie alcolemiche, le tre diverse fasce di intensità di ebbrezza, una prima e significativa modifica operata dal dettato legislativo sopra richiamato è consistita nella depenalizzazione della fattispecie più lieve - quella in cui sia accertato un tasso alcolemico superiore a o,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro -, punita, ora, con una sanzione amministrativa pecuniaria da € 500 a € 2.000, ferma restando la sospensione della patente da 3 a 6 mesi.

Bisogna sottolineare, tuttavia, che l'operazione di "alleggerimento" suindicata rappresenta un'eccezione rispetto ai cambiamenti apportati dalla legge all'illecito di guida sotto l'influenza di alcool - e non solo -, caratterizzati, al contrario, da un inasprimento del trattamento sanzionatorio per le fattispecie integranti illeciti penali inserite nel Codice della Strada.

Nello specifico, la seconda fascia di ebbrezza - tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 g/l - prevista dall'art. 186, comma 2, lett. b), C.dS., oggi è punita con l'ammenda da € 800 a € 3.200 e l'arresto fino a sei mesi, oltre alla sospensione della patente di guida da 6 mesi a 1 anno.

La terza fascia di gravità - tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l -, disciplinata dall'art. 186, comma 2, lett. c), C.d.S., è sanzionata con l'ammenda da € 1.500 a € 6.000 e l'arresto da sei mesi ad un anno, cui va ad aggiungersi la sospensione della patente da 1 a 2 anni e, solo in quest'ultima ipotesi più grave, la confisca del veicolo (ora avente natura di sanzione amministrativa accessoria irrogata dal Prefetto), salvo che esso appartenga a persona estranea al reato (in questo caso, tuttavia, la durata della sospensione della patente è raddoppiata).

Fatta questa necessaria premessa, è possibile affrontare il tema centrale oggetto della sentenza in commento. Come anticipato, le Sezioni Unite penali sono intervenute per dirimere un contrasto giurisprudenziale formatosi su un aspetto piuttosto spinoso attinente alla possibilità di confiscare, a seguito di contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza "grave", un'autovettura guidata da  soggetto che ne abbia la disponibilità in ragione di un contratto di leasing.

Nello specifico, la questione di diritto rimessa alla Corte di Cassazione, ed incentrata sul concetto di appartenenza del bene oggetto di sequestro, è stata la seguente: se l'autovettura condotta in stato di ebbrezza dall'indagato e da questi utilizzata in virtù di un contratto di leasing sia da ritenere cosa appartenente a persona estranea al reato e se, pertanto, la società di leasing concedente abbia titolo a richiedere la restituzione del veicolo sottoposto a sequestro finalizzato alla confisca.

Dopo aver percorso l'evoluzione normativa relativa alla natura giuridica della confisca, le Sezioni Unite si soffermano sulle caratteristiche del contratto di leasing, analizzandone le due principali tipologie: il leasing finanziario ed il leasing traslativo.

Tralasciando, in questa sede, la disamina delle due fattispecie contrattuali predette, ciò che qui interessa è l'elemento che le accomuna entrambe: il trasferimento della proprietà del bene dal concedente (proprietario) all'utilizzatore ha luogo con il pagamento dell'ultima rata e del residuo prezzo di acquisto.

Pertanto, posto che - in sede penale - la nozione di appartenenza del bene è di più ampia portata rispetto al solo diritto di proprietà, nondimeno non è ammissibile una sua estensione illimitata che vada a ricomprendere situazioni - come quella in cui il veicolo sia oggetto di un contratto di leasing - ove emerga una semplice disponibilità giuridica qualificata del godimento del bene.

In altre parole, non può essere confiscata, perchè appartenente a persona estranea al reato, l'autovettura concessa in godimento in virtù di un contratto di leasing che sia condotta da un soggetto denunciato per guida in stato di ebbrezza ai sensi dell'art. 186, 2° comma, lett. c), C.d.S.

Il proprietario del mezzo non avrà, pertanto, nulla da temere poichè il bene non sarà oggetto di apprensione coattiva, mentre il guidatore, oltre ad essere denunciato presso la competente Procura della Repubblica dagli organi che hanno proceduto all'accertamento  dello stato di ebbrezza (con conseguente iscrizione del proprio nominativo nel registro delle notizie di reato), si vedrà raddoppiare il periodo di sospensione della propria patente di guida.

art. a cura dell'avv. F.Torlontano

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