Privacy: nuove regole per proteggere i dati dei correntisti

Prima il caos, la completa assenza di una normativa in grado di  obbligare le banche a tracciare tutte le operazioni eseguite: fioccavano  accessi indebiti, presumibilmente da parte di dipendenti, spesso

comunicati a terzi che li utilizzavano addirittura per scopi personali (cause di separazioni giudiziali e procedure esecutive). La gravità della dannosa prassi invalsa e le numerose istanze pervenute al Garante hanno determinato quest’ultimo ad intraprendere indagini in collaborazione con l’Abi su circa 441 istituti bancari in relazione al periodo  2008 – 2010. Finalmente, dunque, il provvedimento che costituisce una nuova e significantiva sicurezza per i correntisti delle banche e di Poste Italiane spa. Il Garante Privacy ha stabilito regole ferree per tutelare il sistema informativo ed assicurare un corretto trattamento dei dati dei correntisti. La tracciabilità dei dati di accesso, sia pure per una semplice consultazione è adesso riscontrabile attraverso  la data e l'ora di esecuzione, il codice identificativo del dipendente nonché quello del cliente ed il tipo di rapporto contrattuale consultato. Gli istituti dovranno conservare i files per almeno 24 mesi e dotarsi di sistemi informatizzati in grado di evidenziare accessi anomali e ripetuti sullo stesso conto. In più vi sarà un controllo annuale da parte di ispettori esterni per verificare, oltre all’integrità dei dati e della regolarità dei sistemi informatizzati di allarme, anche la legittimità e liceità degli accessi. Ogni anomalia verrà tempestivamente segnalata al cliente ed la Garante: un costante monitoraggio, in definitiva, uno strumento in più  per la tutela dei propri dati sensibili e soprattutto dei propri risparmi.

Questo sito utilizza i cookie di sessione e analytics di "terze parti" per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.