I RAEE: in arrivo dall’Unione Europea delle nuove norme a tutela dei consumatori

Il Parlamento europeo ha recentemente predisposto nuovi aggiornamenti alla Direttiva N. 2002/96/CE - recante le modalità di gestione e smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche

(Waste Electrical and Electronic Equipment WEEE e/o anche indicate, nel nostro Ordinamento, con l’acronimo RAEE) - ponendosi nuovi obiettivi ambientali in materia. Le nuove norme dovranno essere approvate formalmente dal Consiglio europeo, pubblicate in Gazzetta Ufficiale e gli Stati membri avranno un termine di diciotto mesi per recepirle ed adeguarle alla propria legislazione nazionale.

Tra le tante novità, di particolare interesse per i consumatori la possibilità di restituire i piccoli dispositivi elettronici (come ad esempio i cellulari, etc.) - nei grandi negozi di settore, con superficie maggiore di 400 metri quadri - senza l'obbligo di acquistarne uno nuovo come precisava il dettato del noto D.M. n. 65 del 2010 (Decreto "uno contro uno").

Saranno previsti controlli più serrati sugli imbarchi e sul traffico illegale di questa tipologia di rifiuti al fine d’evitare lo smaltimento degli stessi in quei paesi in cui si registrano condizioni di lavoro pericolose per i lavoratori e per l'ambiente.

Inoltre gli stati membri dovranno:

  • entro il 2016 raccogliere quarantacinque tonnellate di RAEE per ogni cento tonnellate di beni messi sul mercato nei tre anni precedenti;
  • entro il 2019, la cifra dovrà salire al 65% o, in alternativa, lo stato membro potrà raccogliere l'85% dei rifiuti di materiale elettronico prodotto - due misure stimate equivalenti; tra l’altro dieci paesi dovranno migliorare le loro infrastrutture in tal senso (fra i quali per una volta non c'è l'Italia, su questo fronte, infatti, il nostro Paese ha messo a punto un sistema virtuoso che ha fatto scuola anche a livello europeo), con un obiettivo intermedio del 40% e potranno richiedere una proroga fino al 2021 per raggiungere l'obiettivo finale.
  • incrementare i tassi di riciclaggio all’80% attraverso il miglioramento delle proprie tecnologie di smaltimento, in modo da recuperare le materie prime più preziose come ad esempio l’oro utilizzato per i circuiti elettronici, e anche la commercializzazione di prodotti progettati per essere riciclati più facilmente.

Nell’ottica, poi, del raggiungimento degli obiettivi, saranno semplificate le procedure per i produttori di detti apparecchi che, contribuiranno finanziariamente al processo di recupero e riciclaggio attraverso procedure più snelle e con la possibilità di “nominare dei propri rappresentanti sul posto invece di dover necessariamente stabilire una sede legale in ogni paese in cui operano” così da evitare la doppia imposizione della tassa di registrazione tra Stati membri.

 

 

vedi anche: obbligo dei commercianti di garantire il ritiro gratuito delle vecchie apparecchiature elettriche e/o elettroniche

ATTENZIONE: articolo che sarà aggiornato a breve sulla base delle innovazioni introdotte dal nuovo D. Lgs. 14/03/2014

 

 

 

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