Prescrizione e decadenza dell'azione di Equitalia per contributi previdenziali e tributi erariali

I^   RISCOSSIONE   DEI CONTRIBUTI

La Corte di Cassazione Civ. Sez. lavoro, Sentenza 24/2/2014 n. 4338 chiarisce i contenuti normativi delle disposizioni legislative,   in merito ai termini  decadenziali e  prescrizionali

che sia l’Ente creditore sia il debitore sono tenuti ad osservare. Osserva la Corte: 

-          che il termine di prescrizione per la contribuzione previdenziale di che trattasi è fissato in cinque anni (L.n.335/1995 art.3, comma 9);

-         Il termine decadenziale di quaranta giorni per proporre opposizione alla pretesa contributiva deve considerarsi perentorio;

-         Conseguendone che una volta divenuta intangibile la pretesa contributiva per effetto della mancata proposizione della opposizione alla cartella esattoriale, non è più soggetto a prescrizione il diritto alla contribuzione previdenziale e ciò che può prescriversi è soltanto l’azione diretta all’esecuzione del titolo così definitivamente formatosi; riguardo al quale, in difetto di diverse disposizioni (e in sostanziale conformità a quanto previsto per l’actio judicati   ai sensi dell’art 2953 c.c.) trova applicazione il termine prescrizionale decennale ordinario di cui all’art. 2946 c.c. ( Cass. n.17051/2004, in motivazione) 

 

 

II^    RISCOSSIONE DEI TRIBUTI ERARIALI

    Il procedimento amministrativo preordinato al recupero coattivo dei tributi presenta, dal canto suo, una connotazione diversa, in quanto l’art 25 del dpr n. 602/73 prevede un termine decadenziale entro cui notificare la cartella a seconda che il credito scaturisca da attività dell’Ufficio tributario di liquidazione prevista dall’art 36 bis   ovvero da attività di cui all’art 36 ter o, infine, per crediti esigibili in base ad accertamenti divenuti definitivi.

Si ritiene che anche nei casi di riscossione dei tributi erariali possa valere il principio, enunciato dalla suprema Corte nella sentenza n. 4338/2014 che si esplicita:

-         Nell’assunto secondo il quale  termine decadenziale di sessanta giorni per proporre opposizione alla cartella portante la pretesa tributaria deve considerarsi perentorio;

-         E che una volta divenuta intangibile la pretesa tributaria per effetto della mancata proposizione della opposizione alla cartella esattoriale ciò che può prescriversi è soltanto l’azione diretta all’esecuzione del titolo così definitivamente formatosi. Azione che analogamente a quanto sostenuto nel paragrafo precedente si prescrive in dieci anni (art 2946 c.c.)

I principi giuridici enunciati dalla Suprema Corte evidenziano il concetto caratterizzato da una duplice rappresentazione di casi:

-         Esiste una prescrizione del diritto alla pretesa creditizia, alla prestazione – tributaria o contributiva che sia –

-         Coesiste una prescrizione del conseguente   e connesso diritto all’azione. Quella cioè tesa all’esecuzione del titolo definitivamente formatosi.

 

           

III^ ATTI DELL’ENTE CREDITORE INTERRUTTIVI DELLA PRESCRIZIONE

 

Il distinguo implica conseguenze di una certa rilevanza, soprattutto in ordine all’individuazione degli strumenti a cui l’Ente creditore deve far ricorso   per interrompere la prescrizione dell’azione esecutiva.

Orbene, si soprassiede sulla fase procedimentale   in  cui l’Erario deve notificare la cartella ai sensi dell’art 25 citato, posto  che il relativo termine è di decadenza e pertanto non soggetto ad interruzione e sospensione (art 2964 c.c.).

Ove, però la cartella di pagamento diventi definitiva per mancata impugnativa della stessa davanti alla Commissione Tributaria, il termine prescrizionale che comincia a decorrere, richiamando i principi della Suprema Corte   illustrati   in precedenza, non si riferisce al diritto alla pretesa creditizia ma a quello all’azione esecutiva.

 

Per entrambe le ipotesi esaminate - quelle di cui ai paragrafi I^ e II^ -  quindi, se l’Ente creditore intende interrompere la prescrizione dell’azione   esecutiva, una volta che la cartella esattoriale si sia consolidata per mancata opposizione, non può farlo attraverso diffide ad adempiere il credito, iscrizioni di ipoteche ex art 77 dpr 602/73 ovvero adozioni di fermi auto, in quanto tali atti  sono esclusi dalla sfera tipica dell’espropriazione forzata ( Cass. S.U. ord. Nn. 2053 e 14701 del 2006, richiamata nella Sent. Cass. S.U. n. 19667/2014).

Gli stessi conservano, pertanto, l’attitudine alla interruzione del solo diritto di credito e non anche di quello all’azione esecutiva    

 

IV^  RAGIONI PER LE QUALI L’ISCRIZIONE DI IPOTECA E QUELLA DEL FERMO AUTO SONO ESCLUSI DAL NOVERO DEGLI ATTI RICOMPRENSIBILI NELLA SFERA DELL’ESPROPRIAZIONE FORZATA

 

La sentenza della Corte di Cassazione   S.U. n. 19667/2014, richiamando l’ordinanza   n.  2053 e 14701 del 2006 delle S.U. della Corte di Cassazione,   fa rilevare che “ la modifica introdotta al d.lgs n. 546 del 1992, art 19, collocando il fermo auto e l’ipoteca tra gli atti impugnabili innanzi alle Commissioni Tributarie, abbia di riflesso determinato una modifica dell’art 2 del medesimo decreto, in particolare del secondo periodo del comma 1 di detta norma nella parte in cui esclude dalla giurisdizione tributaria le controversie riguardanti gli atti dell’esecuzione forzata successivi alla notifica della cartella  di pagamento. Ciò indica ancora una volta di più che l’individuazione dell’area della giurisdizione tributaria   può essere compiuta solo mediante la lettura integrata del d.lgs. n. 546 del 1002, artt. 2 e 19, e rende testimonianza di una chiara volontà  legislativa di generalizzare la giurisdizione tributaria, lasciando alla giurisdizione ordinaria solo la sfera residuale dell’espropriazione forzata vera e propria..”

Le illuminanti considerazioni della Suprema Corte, escludendo, pertanto le iscrizioni di ipoteca e l’adozione del fermo fra gli atti dell’esecuzione forzata, ne determinano la loro inettitudine ad interrompere la prescrizione del diritto a tale tipo di azione, la quale, in conclusione, può venire interrotta solo dando corso al pignoramento. 

 

 

Articolo redatto dall’Avv.ESpina (consulente diritto tributario A.di.do Consumatori) l'8/01/15

 

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