Controversie Bancarie: l'ABF, sistema alternativo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra consumatori e banche

L'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema alternativo di risoluzione stragiudiziale delle controversie insorte con le banche e gli altri intermediari finanziari in grado di garantire ai consumatori tempi rapidi e costi minimi. Le sue decisioni

non sono vincolanti come quelle del giudice, ma gli intermediari sono solitamente incoraggiati a rispettarle, atteso che la loro eventuale inadempienza è resa pubblica.

Detto istituto, infatti, è stato introdotto nel nostro ordinamento dalla legge 262/2005 (legge sul risparmio), in attuazione di quanto disposto dall'articolo 128-bis del Testo Unico Bancario (TUB) il quale stabilisce appunto che, le banche e gli altri intermediari finanziari, sono obbligati ad aderire a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie insorte con la clientela.

All'Arbitro Bancario Finanziario NON possono essere sottoposte controversie riguardanti: a) operazioni e servizi bancari e finanziari anteriori al 1° gennaio 2007 b) controversie già sottoposte all'autorità giudiziaria, a decisione arbitrale, ovvero, quelle per le quali sia già pendente un tentativo di conciliazione ai sensi di legge c) richieste di risarcimento superiori ai 100.000,00 euro.

Le controversie sono rimesse alla cognizione di un organo decidente composto da cinque membri: il presidente e due membri scelti dalla Banca d'Italia, un membro designato dalle associazioni degli intermediari, un membro designato dalle associazioni rappresentative dei clienti.

L’organismo deputato alla risoluzione delle controversie è articolato in tre collegi su base territoriale: Milano (per decisioni su ricorsi presentati da clienti - consumatori aventi domicilio in Emilia – Romagna, Friuli – Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino – Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto), Roma (per decisioni su ricorsi presentati da clienti-consumatori aventi domicilio in Abruzzo, Lazio, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, nonché da clienti - consumatori aventi domicilio in uno Stato estero), Napoli (per decisioni su ricorsi presentati da clienti-consumatori aventi domicilio in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia).

Per ciascuno dei collegi, l'attività di segreteria tecnica è svolta da una struttura all'uopo dedicata presso le Sedi della Banca d'Italia di Milano, Roma e Napoli.

Ora, in base alla normativa che disciplina l'Arbitro Bancario Finanziario, se il cliente - consumatore ritiene che l'intermediario abbia avuto un comportamento scorretto o poco trasparente, lo stesso dovrà, innanzi tutto, rivolgersi all'Ufficio Reclami istituito presso l'intermediario stesso inoltrando reclamo scritto (lettera, fax, email).

In caso di esito negativo e/o in difetto di risposta entro il termine di trenta giorni, il cliente – consumatore potrà avviare la procedura anche avvalendosi di un’associazione di consumatori come A.DI.DO. utilizzando la modulistica reperibile sul sito internet dell’ABF e/o quella rinvenibile in tutte le filiali della Banca d’Italia presenti sul territorio nazionale.

Il ricorso, previo pagamento del solo importo di euro 20,00 per contributo alle spese di procedura, potrà essere inviato alla segreteria tecnica del collegio competente con lettera raccomandata A.R. e/o posta elettronica certificata oppure presentato in qualunque filiale della Banca d’Italia che provvederà a inoltrarlo alla suddetta segreteria.

Il tutto entro un termine di 12 mesi dalla data di reclamo, pena la decadenza dell’intera procedura.

Una volta presentato ricorso, la Banca, opportunamente informata, dovrà trasmettere alla segreteria tecnica le proprie controdeduzioni unitamente alla documentazione utile – compresa quella riguardante la preliminare fase di reclamo – entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della copia del ricorso.

Viceversa, se l’intermediario aderisce a un’associazione degli intermediari, la  documentazione dovrà essere trasmessa entro 30 giorni a quest’ultima, la quale avrà a disposizione un termine di successivi 15 giorni per inoltrarla alla segreteria.

La Banca, sarà tenuta a corrispondere, qualora il collegio accolga in tutto e/o in parte il ricorso, euro 200,00, quale contributo alle spese di procedura.

Il collegio si pronuncerà entro i 60 giorni successivi alla data in cui la segreteria avrà ricevuto le controdeduzioni della Banca e/o dalla scadenza dell’ulteriore termine previsto qualora intervenga l’associazione degli intermediari.

Tale termine, potrà essere eventualmente sospeso una o più volte dalla segreteria tecnica al solo scopo di chiedere successivi elementi alle parti e, comunque, per un periodo complessivo NON superiore ai 60 giorni; in ogni caso, la sospensione della procedura verrà comunicata ad entrambe le parti con l’indicazione del tempo massimo per la consegna delle informazioni e/o dei chiarimenti richiesti.

Una volta terminata detta istruttoria, il collegio si pronuncerà comunicando alle parti la propria decisione motivata entro il termine di 30 giorni. Le parti coinvolte nella procedura, comunque, manterranno la possibilità di rivolgersi all’autorità giudiziaria.

Una volta pronunciatosi il collegio, la Banca avrà trenta giorni di tempo per attuare  detta decisione - salvo diverso termine espresso - e qualora la stessa non dia seguito ai provvedimenti, dell’inadempimento verrà data pubblicità attraverso la pubblicazione sul sito internet della Banca d’Italia, dell’ABF e su due quotidiani ad ampia tiratura, con costi ad esclusivo carico dell’intermediario inadempiente.

A.DI.DO. – Associazione Diritti e Doveri dei Consumatori, ricorda che nonostante il Decreto Legislativo n. 28/2010 stabilisca per l’instaurazione di un procedimento civile in materia di contratti bancari e finanziari, l’obbligo di attivare preventivamente la procedura di mediazione disciplinata dal medesimo decreto, nella materia bancaria e finanziaria il ricorso all'ABF assolve la condizione di procedibilità per poter poi eventualmente rivolgersi al giudice.

Quanto sopra, tenuto comunque presente che l'ABF ha regole di competenza e di funzionamento proprie, pertanto, mentre il procedimento di Arbitrato Bancario e Finanziario potrà essere attivato esclusivamente dal cliente - consumatore, il procedimento di mediazione di cui al decreto legislativo n. 28/2010, potrà essere attivato sia dal cliente sia dall'intermediario.

Inoltre, per quanto riguarda gli esiti delle rispettive procedure, si ricorda che il procedimento davanti all'ABF terminerà con una pronuncia priva di esecutività ma stabilendo "torti e ragioni" delle parti coinvolte, viceversa, il procedimento mediazione/conciliazione - in caso di successo – con la stesura di un verbale col quale le parti daranno atto di aver raggiunto un accordo grazie all'opera del mediatore, il quale potrà essere omologato dal giudice acquistando valore di titolo esecutivo.

 

 

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