Il gestore telefonico risarcisce i danni

In caso di disservizio, va risarcito il danno non patrimoniale riportato dall’utente. E’ quanto emerge dalla

sentenza del Tribunale di Roma, Sez. IX, del 23.11.2011, relativa ad una vicenda caratterizzata dalla non regolare esecuzione della proposta di abbonamento di uno dei principali fornitori italiani di telefonia e servizi di connessione internet ultraveloce.

Il diritto a fruire della connessione telefonica e di quella internet rientra nel generale diritto alla comunicazione, costituzionalmente tutelato ai sensi dell’art. 21 della Carta Costituzionale e non solo come libertà di manifestane il proprio pensiero, ma anche in relazione allo sviluppo della personalità ex art.2 cost. La rilevanza costituzionale del diritto alla comunicazione emerge anche da quanto stabilito dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche (D. Lgs. n. 259/2003), all'art. 54, il quale stabilisce che qualsiasi richiesta ragionevole di connessione in postazione fissa alla rete telefonica pubblica e di accesso da parte degli utenti finali ai servizi telefonici accessibili al pubblico in postazione fissa è soddisfatta quanto meno da un operatore precisando, altresì, che la connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed internazionali, facsimile e trasmissione di dati, e deve essere tale da consentire un efficace accesso ad Internet.

Il risarcimento del danno si somma all’indennizzo di cui all’art. 39 della legge n. 197/1997.

art. a cura dell'Avv. G. Chiappa

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