Sicurezza sul lavoro nel Condominio

Il D.Lgs. n. 626 del 1994 ha consentito all’Italia di dotarsi di una normativa specifica in materia di sicurezza sul lavoro come le altre nazioni dell’Unione Europea. A questo testo normativo, si sono succeduti i

decreti legislativi n. 81 del 2008 (una specie di codice in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro) e n. 106 del 2009 (con una funzione integratrice rispetto al primo), che hanno avuto la funzione adeguare la disciplina ai tempi attuali.

La disciplina che ne è scaturita ha fornito delle significative indicazioni da seguire in materia di  sicurezza, concentrando l’attenzione nei confronti della salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori subordinati; in tale settore rientra anche l’organizzazione delle attività all’interno di un condominio.

E’ chiaro che nel condominio sono i condomini, sotto un profilo strettamente civilistico , ex art. 1117 c.c., ad essere gli interlocutori circa il rapporto di lavoro con tutti coloro che siano chiamati ai servizi condominiali.  Su di essi possono ricadere, pertanto, le conseguenze del mancato rispetto delle norme previste.

Ed è qui, allora, che si deve tenere presente che l’amministratore di condominio è il loro rappresentante, essendo anche possibile che i condomini stessi possano anche agire con un’azione di responsabilità nei suoi riguardi, nel caso il suo operato risulti essere contrario alle predisposizioni normative.

E’ naturale, invece, che in ambito penale non possa che valere il principio della responsabilità personale, con l’ovvia conseguenza che si debbano riferire al datore di lavoro, responsabile per l’organizzazione e la gestione del lavoro nel condominio, le norme previste.

Gli obblighi informativi sono imputabili  all’amministratore, che deve consentire a tutti i condomini l’uso dei beni e la prestazione dei servizi all’interno del condominio.

Per quel che riguarda gli obblighi dell’amministratore è a lui che spetta l’obbligo di rispettare integralmente le norme in materia di sicurezza nei riguardi di ogni lavoratore, anche alla luce dei requisiti necessari per valutare la tipologia di lavoro: stabilità e continuità delle opere svolte, esistenza di un potere di indirizzo e di regolazione in capo all’amministratore od ai condomini, non essendo, invece, necessaria l’esistenza di un controllo costante durante l’attività prestata.

Non solo. Va sempre tenuto presente che per i dipendenti dei condomini si applicano gli obblighi di informazione e formazione nella tutela della sicurezza e della salute.

L’amministratore, perciò, in quanto responsabile del condominio, deve provvedere a fornire delle utili/ indispensabili indicazioni sui seguenti aspetti:

  • fattori di pericolo per la sicurezza e la salute relativi all’attività prestata;
  • misure di protezione e prevenzione;
  • normative di sicurezza.

Nel caso l’amministratore non segua tale condotta (commettendo una tipologia di reato proprio omissivo) può essere chiamato a rispondere delle contravvenzioni di cui all’art. 55 del D. Lgs. n. 81 del 2008: ovvero pene alternative dell’arresto e dell’ammenda o il solo arresto unicamente per alcune violazioni.

Sono previste, inoltre, alcune sanzioni amministrative, sulla base della minore gravità delle violazioni.

Per contro, vi sono altresì sanzioni previste esclusivamente per il datore di lavoro/amministratore di condominio che sia dotato di dipendenti, relative, in primo luogo, a fattispecie omissive legate alla valutazione dei rischi e al relativo documento di valutazione dei rischi.

Le ipotesi di cui ai commi 3 e 4 del menzionato articolo, infatti, richiamano violazioni caratterizzate dalla parziale carenza nell’adozione del documento di valutazione dei rischi.

L’amministratore di condominio, ai sensi dell’art. 28, permette a ciascun lavoratore di essere adeguatamente formato in materia di sicurezza e di salute, in relazioni alla propria attività ed alla modifica dei fattori di rischio.

A tal fine devono essere esaminati attentamente:

  • Ambiente di lavoro e relativi rischi;
  • Pericoli inerenti l’attività.

Infine, deve anche essere prevista una scheda di sicurezza relativa ai prodotti ed ai mezzi impiegati sul lavoro; alle possibili malattie che possano insorgere sul lavoro.

Questa scheda deve assolutamente prevedere: l’individuazione delle materie e delle attrezzature impiegate; l’analisi dei pericoli ad esse relativi; l’indicazione delle misure di salvaguardia.

In ogni caso, si deve anche tenere presente che una condotta non conforme agli standard richiesti o imprudente del lavoratore rappresenta per l’amministratore di condominio, una sorta di caso fortuito che ne elimina la responsabilità.

Tale disciplina vale per tutti i rapporti di lavoro subordinato o para subordinato all’interno del condominio, con tutte le conseguenze legali del caso.

Nel caso il lavoro sia dato in appalto, tuttavia, è necessario tenere presente che il soggetto che chiede la realizzazione dell’opera deve predisporre le opere di prevenzione e protezione opportune.

La conseguenza è  che debba rispondere, tanto in ambito civile quanto penale, per ogni incidente sul lavoro, persino per l’inosservanza delle norme sulla sicurezza da parte dell’impresa operante nel condominio.

Il decreto summenzionato, infatti, prevede delle responsabilità anche per il committente, stabilendo altresì l’intervento di questi attraverso tecnici di sua scelta, affinché sia garantito il controllo su tutti i dispositivi in tema di sicurezza del lavoro.

Per questa ragione è l’amministratore che ha il diritto di scegliere il coordinatore per la progettazione del piano di sicurezza, ricadendo su di lui le conseguenze penali di una scelta non adeguata all’opera prevista.

La stesso principio si applica anche alla scelta del coordinatore per la verifica dell’attuazione concreta del piano di sicurezza. E’ chiaro che, nel caso di specie, l’amministratore risponda personalmente a titolo di colpa.

L’intera disciplina si estende alle manutenzioni ordinaria e straordinaria delle facciate e del lastrico solare, dell’impianto elettrico e di riscaldamento, delle antenne televisive, paraboliche e non.

Il committente od il responsabile dei lavori, ex art. 90 del decreto in commento, in tutte le fasi organizzative ed esecutive del progetto devono rispettare i principi e le misure di tutela previsti dal legislatore.

Questi  devono tenere in considerazione i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori ed eliminarli o, nel caso, renderli di minore impatto, bilanciando le condizioni dell’impresa con le risultanze dell’ambiente di lavoro.

L’amministratore, pertanto, deve: fare analizzare i rischi insieme al direttore dei lavori, che ha il compito di verificare la corretta esecuzione dell’opera, la capacità tecnica e professionale dell’appaltatore e comunicare, prima che comincino i lavori, la ragione sociale dell’impresa appaltatrice al soggetto pubblico incaricato.

Oltre ciò, il legislatore ha individuato una serie di interventi, anche a carico del committente e del responsabile della progettazione del piano sicurezza, idonei a ridurre gli incidenti.

Perciò, oltre all’informazione e alla formazione dei lavoratori, all’eliminazione dei rumori e dei fumi oltre il limite della tollerabilità, è stabilito un controllo che limiti l’accesso ai cantieri ed una adeguata disciplina relativa agli strumenti necessari all’attività da compiere.

(art. a cura dell'Avv.G.Di Leo)

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